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Le macchine del Titanic - I macchinari ausiliari

Questa pagina, insieme a quelle collegate, cerca di illustrare, in maniera semplice e chiara, il sistema di propulsione del Royal Mail Steamer Titanic.
(la foto a sinistra mostra il modello del Titanic, descritto in questo sito, in un fotomontaggio eseguito da Stefano Corbetta, http://www.grafica-corby.com)


Le altre pagine che completano questo argomento:
Guarda anche il VIDEO "Le Macchine del Titanic"
Descrizione generale
Le caldaie
Le motrici alternative
La turbina di bassa pressione


Il sistema di propulsione del Titanic si basava su 29 caldaie a ritorno di fiamma. Il vapore prodotto entrava in due motrici alternative a quattro cilindri e da queste passava in una turbina di bassa pressione.
Dopo aver ceduto tutta l'energia utile entrava in due condensatori e, tornato alla stato liquido, veniva pompato nelle caldaie.
In questo schema si vede la disposizione della turbina e dei due condensatori sistemati nel compartimento n. 12, a poppavia della sala macchine che, nel compartimento n. 11, ospitava le due motrici alternative.
Sono ben visibili le tre linee d'asse. Le due laterali, provenienti dalla motrici alternative, azionavano le eliche esterne, quella centrale, collegata alla turbina di bassa pressione, azionava l'elica centrale.

<< Questo schizzo mostra la disposizione dei fasci tubieri all'interno del condensatore principale di sinistra del Titanic.
Dalla parte superiore entra il vapore in uscita dalla turbina di bassa pressione.
Scendendo verso il basso condensa e l'acqua si raccoglie sul fondo.
Da qui viene aspirata da una pompa d'estrazione o pompa d'aria che la invia al pozzo caldo.
Alla fine viene ripompata nelle caldaie.

All'interno dei tubi circola acqua di mare immessa da una pompa centrifuga.
Nello sezione dello scafo, sopra, si vedono la presa mare e la mandata fuori bordo.



Lo schizzo qui sopra mostra un condensatore a superficie.
Dalla parte superiore entra il vapore e dalla parte inferiore viene aspirato il condensato.
Alle due estremità ci sono le camere per l'entrata e l'uscita dell'acqua di mare.


Sul Titanic erano installate quattro pompe centrifughe,
due per ogni condensatore.
Erano azionate da macchine alternative a vapore a due
cilindri AP e BP.

<<Lo schizzo a sinistra mostra tre viste, semplificate,
di una delle pompe.
Lo schizzo a destra mostra lo schema di funzionamento di una pompa centrifuga. L'acqua entra al centro e passa fra le pale dove, per effetto della forza centrifuga, aumenta la pressione che dipende, naturalmente, dalla velocità di rotazione della girante.


I condensatori, per ottenere un buon rendimento dell'impianto di propulsione, devono lavorare sotto vuoto. Questo consente di aumentare il lavoro fornito dall'espansione del vapore (aumento dell'area del ciclo di Rankine).
A sinistra lo schizzo di una pompa d'aria comune.
L'estrazione del condensato e dell'aria avviene dal fondo del condensatore.
In basso la camera in comunicazione con il condensatore e nel cui cielo sono sistemate le valvole di aspirazione. Uno stantuffo, dotato di valvole di "attraversamento", scende verso il punto morto inferiore. Il condensato e l'aria passano attraverso le sue valvole e invadono la camera superiore. Nella corsa ascendente lo stantuffo spinge il contenuto verso il pozzo caldo, attraverso le valvole di testa (mandata) e riaspira altro condensato/aria.
Sul Titanic erano installate macchine monocilindriche che azionavano, tramite bilancere, due corpi pompa. Una di queste pompe è riprodotta nell'immagine a destra.
L'aria si separa dal condensato nel pozzo caldo.



Sul Titanic erano installati 4 generatori di corrente della potenza di 580 H.P. ciascuno.
Erano composti da motrici alternative a vapore a 3 cilindri, alimentate da vapore alla pressione di 185 P.S.I. (libbre per pollice quadrato), accoppiate direttamente a dinamo a 10 poli.
La velocità di rotazione era di 325 R.P.M
Gli schizzi li mostrano in pianta e di lato.


Il personale di macchina del Titanic, dopo l'incidente, ha utilizzato il vapore prodotto dalle caldaie, via via superstiti, per mantenere in funzione tutte le pompe in modo da espellere la maggior quantità possibile di acqua (si calcola che questo abbia garantito un'ora in più di sopravvivenza) ed ha mantenuto in funzione i gruppi elettrogeni. In questo modo sono stati assicurati i servizi elettrici essenziali e, soprattutto, è stata mantenuta l'illuminazione. La nave è infatti affondata con le luci accese.