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Trasporto di grandi modelli navali usando semplicemente una autovettura.

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Guarda come i modelli del Titanic e del Normandie partecipano alle mostre
Alcuni amici modellisti hanno mostrato interesse per le soluzioni che ho adottato per trasportare i miei due modelli di grandi dimensioni.
Si tratta del modello del Titanic (lunghezza metri 2,69) e del Normandie (lunghezza metri 3,13).
Le mie soluzioni possono infatti suggerire opportuni accorgimenti anche per il trasporto di modelli di dimensioni inferiori.
Per una migliore descrione utilizzo le foto che ho scattato in occasione di un trasporto del Normandie.
Ad integrazione di quanto spiegato più sotto, aggiungo questi tre disegni che illustrano la costruzione delle casse.



La scelta del mezzo di trasporto
Esclusa la possibilità di acquistare un furgone, o noleggiarne uno ogni volta che dovevo portare in giro i miei modelli, peraltro con un pianale di carico piuttosto lungo, ho deciso di effettuare il trasporto sul tetto della vettura. Per disporre di un piano di appoggio sufficiente lungo ho scelto una station wagon.
Per non dover alzare troppo le casse da terra, per caricarle sul tetto, ho scelto una vettura Citroen che, oltre ad essere piuttosto bassa, dispone di sospensioni idroattive che consentono di abbassare la carrozzeria di diversi centimetri.
La Citroen Xantia che ho acquistato qualche anno fa ha anche il vantaggio di poter montare le barre di carico all'interno di due canaline longitudinali. Ciò permette di sistemarle nella posizione migliore e nel numero necessario con attacchi a limitato sviluppo verticale. (La mia preoccupazione sta ora nella tendenza a fare vetture sempre più alte ...speriamo che la mia duri ancora molto).
Innanzi tutto cosa dice la Legge
Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non dimunuire la visibilità del conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.
Il carico non deve superare i limiti di sagoma e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo; può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso. La sporgenza del carico, anche di un solo centimetro, deve essere segnalata in modo idoneo.
Qualsiasi sporgenza longitudinale, anche minima, deve essere segnalata mediante pannelli quadrangolari a strisce bianche e rosse di dimensioni di almeno 50x50 cm, retroriflettenti, posti alle estremità della sporgenza e riportanti gli estremi dell'approvazione del modello.
Nota bene: I vecchi cartelli in plastica leggera, con i quattro catarifrangenti rossi ai vertici, non sono più ammessi (è come non averli). Oggi sono obbligatori i nuovi cartelli in alluminio completamente rifrangenti e più pesanti.
Bisogna fare attenzione a fissarli bene perché, se volano via, diventano pericolosissimi per i veicoli che seguono.
La costruzione del contenitore
Le esigenze fondamentali erano:
- minimo ingombro,
- massima leggerezza,
- robustezza,
- possibilità di presa e di fissaggio,
- incolumità del modello durante le operazioni di apertura e di chiusura del contenitore,
- protezione del modello anche in caso di pioggia forte,
- scarsa resistenza all'aria,
- semplicità di fissaggio del modello all'interno,
- utilizzazione del contenitore anche come supporto nelle mostre.
Il contenitore si compone di due parti:
- il fondo, sul quale poggia il modello, e
- il coperchio che, incappucciato sul fondo e fissato ad esso, conferisce all'insieme la necessaria rigidità.
Per ottenere il minimo ingombro ho ridotto il più possibile gli spazi fra il modello e le pareti del contenitore.
Per ottenere, invece, la 
massima leggerezza e robustezza ho costruito le pareti in compensato di pioppo (leggero e poco costoso). Lo spessore totale di ogni parete è di 11 mm, così ottenuti:  un foglio centrale dello spessore di 5 mm dal quale ho ritagliato ampie porzioni in modo da ricavarne una "nervatura". Ad entrambi i lati di questa nervatura ho applicato fogli di compensato dello spessore di 3 mm.
La cassa che ne è derivata è robusta quanto basta. Bisogna però prestare attenzione agli urti, soprattutto durante lo scarico ed il carico dal tetto dell'auto perché le pareti possono subire danneggiamenti opponendo solo la resistenza dei 3 mm del compensato.
La possibilità di presa e fissaggio è assicurata da quattro robuste maniglie, sempre in legno, fissate al coperchio. Le due maniglie posteriori servono anche come sostegno al cartello rifrangente che viene avviatato ad esse (il contenitore sporge posteriormente di 14 cm).
Il coperchio si fissa saldamente al fondo con 6 ganci per lato. Questi ganci sono stati modificati con l'aggiunta di un filo di acciaio ripiegato che serve per mantenerli bene aperti in modo da evitare che, durante il sollevamento del coperchio, la parte superiore del gancio venga trattenuta dalla parte fissata al fondo.
Per garantire l'incolumità del modello durante l'operazione di apertura e chiusura del coperchio era necessario che questo non toccasse nessuna parte della nave. Per guidarlo nella posizione corretta ho costruito le due gabbie che si vedono chiaramente nelle figure che mostrano il contenitore aperto.
Quando si promette di portare un modello ad una mostra non si può dipendere dalle condizioni del tempo. Ecco allora come ho attenuto la protezione anche in caso di forte pioggia: sul fondo ho applicato una specie di cornice, alta una decina di centimetri, che impedisce all'acqua che si dovesse infiltrare fra il fondo e il coperchio, di risalire verso il modello, Questa cornice, sistemata a debita distanza dal perimetro esterno del fondo, serve anche per contrastare, dall'interno, le pareti del coperchio. Anche questa cornice è visibile nelle foto che mostrano il contenitore aperto.
A volte bisogna affrontare  viaggi piuttosto lunghi, e un ostacolo di quelle dimensioni sul tetto aumenta i consumi e riduce la velocità anche in maniera sensibile. Ecco allora che per ridurre la resistenza all'aria ho applicato alle casse una specie di spoiler. Per la verità questo spoiler, che è indipendente dal contenitore al quale è fissato con otto viti, se all'inizio doveva essere usato solo per percorsi significativi, in pratica non è stato più smontato.
Capita sovente di dover trasportare contemporaneamentesia il Titanic che il Normandie. In questo caso entrambi i contenitori vengono sistemati sul tetto e mantenuti separati da due distanziatori in alluminio di 10 cm. In questo modo si favorisce il bloccaggio dei contenitori, che si contrastano a vicenda, e si lascia un passaggio per l'aria che viene separata dai due spoiler. In questo caso il carico sul tetto resta ampiamente sotto i 100 kg.
Quando il modello si trova all'interno del contenitorenon deve potersi muovere. Per risolvere questa esigenza di fissaggio ho usato due sistemi diversi: il Titanic, che pesa solo 16 kg, è trattenuto da traversini di legno che poggiano sulla coperta, protetta da pezzi di polistirolo sagomati, e sono fissati con elastici all'interno della cornice che protegge dall'acqua. Il Normandie invece, che è più pesante (ma che durante il trasporto è privato di tutti i pesi asportabili) poggia su supporti di legno e neoprene.
Naturalmente la guida deve essere assolutamente prudente e devono essere vitate frenate brusche e sollecitazioni cominque violente.
E per finire, visto che i contenitori sono alti 80 centimetri, cioè come i normali tavoli che si usano di solito nelle mostre, niente di meglio che usarli anche come supporti. In questo caso, però, le selle che sostengono il modello, soprattutto se si tratta di un modello un po' pesante, devono essere costruite in modo da scaricare il peso sulle pareti e non sul cielo del coperchio che è fragile.
Le operazioni di carico e scarico
Quando sono alle mostre chiedo sempre aiuto a qualcuno. Le maniglie sono quattro ma i contenitori si possono maneggiare anche in due persone soltanto (ma in quattro è meglio).
Quando parto dal "cantiere" o vi faccio ritorno, invece, faccio tutto da solo. Ho dei vicini di casa simpatici e diponibili ma non posso andare a rompere le scatole tutte le volte, magari alle ore più strane.
Così, sfruttando la particolare e favorevole condizione che mi consente di disporre di un piccolo giardino, pur abitando in condominio, situato proprio sopra il mio cantiere, mi sono costruito una specie di gru (ispirandomi ai bighi delle navi) che monto solo quando necessario.
Posizionata la vettura nella giusta posizione e imbragata la cassa, con l'uso del paranco diventa facile scaricare e caricare i contenitori.
Nella fotografia qui sopra si vede chiaramente la gru fissata alla ringhiera del giardino e la cassa ormai sollevata dal tetto dell'auto.
A questo punto si sposta la macchina e si fa scendere il contenitore fino a terra. Vedi la foto a fianco.
Naturalmente per il carico si fa l'operazione inversa.
Il contenitore si va ad appoggiare su un piccolo carrellino, che non è altro che una tavoletta con quattro rotelle piroettanti, che serve per spostare le casse fra il cantiere ed il punto di carico/scarico.
Apertura e chiusura del contenitore
Il fondo del contenitore poggia, al centro, sul carrellino con ruote. Ma il modello scarica buona parte del suo peso anche sulle selle di proravia e di poppavia con il rischio di danneggiare il fragile fondo e, soprattutto, di rompere il bordo interno antipioggia. Ecco allora che, prima di aprire i ganci che fissano il coperchio al fondo, sistemo due appositi tacchi di legno sotto le estremità della cassa.
A questo punto, aperti i ganci, sollevo il coperchio e ...appare la nave.
Nella figura a fianco si vede chiaramente la gabbia prodiera per la guida del coperchio. Una analoga è sistemata dietro la poppa. Naturalmente le due gabbie di protezione vengono sfilate quando si manipola il modello. Si vede bene anche la sella in legno e neoprene che sostiene lo scafo verso prora e lo "scontro" davanti al bulbo. Questo scontro serve soprattutto come riferimento per appoggiare il modello nella posizione giusta tenuto conto degli scarsi margini disponibili. Quel "coso" con il coperchio rosa non è altro che una scatoletta di sali per assorbire l'umidità.

Smontaggio (o montaggio) del modello
Il modello è grande e deve essere manipolato con alcuni accorgimenti.
Innanzi tutto non può mai essere sollevato "completo", ovvero con batterie, zavorre e parti pesanti montate, Montaggi e smontaggi, in questo caso, vengono fatti con lo scafo in acqua. Quando invece il modello è privo dei componenti più pesanti, può essere sollevato da due persone, in questo caso non è necessario separare le sovrastrutture dallo scafo. Quando, invece, l'operazione deve essere fatta da una sola persona che, guarda caso, sono sempre io, devo togliere prima le sovrastrutture e poi lo scafo.
Per togliere le sovrastrutture inserisco due "chiavi" in legno nelle ciminiere n. 1 e n. 3. Sono di colore rosso e si vedono chiaramente nella fotografia a fianco.
In questo modo posso togliere le sovrastrutture senza toccare nulla di delicato.
Poi non rimane che recuperare lo scafo e richiudere il contenitore che, a questo punto, viene riportato in cantiere.
Sistemate le selle di supporto il modello viene rimontato e subisce tutti i controlli necessari.
Se il modello ha "navigato" provvedo ad una manutenzione generale, soprattutto allo smontaggio, alla pulizia ed all'ingrassaggio degli assi portaelica, con sostituzione della parte terminale del grasso dei quattro astucci con immissione di grasso nuovo dall'interno dello scafo.
Fissaggio del contenitore sul tetto della vettura
Un ingombro di tali dimensioni sul tetto dell'auto costituisce, comunque, un problema da gestire con molta attenzione. Ho già detto che è indispensabile una guida attenta e prudente.
Bisogna fare soprattutto attenzione al vento laterale che è particolarmente pericoloso sui viadotti.
Una cosa molto antipatica che può capitare, oltre al possibile sbandamento della vettura, è lo spostamento delle casse sulle traverse.
Io uso delle corde di nylon che fisso alle traverse, dal lato interno, con delle gasse d'amante.
Poi passo queste corde sopra il contenitore, che sugli spigoli superiori è protetto da pezzetti di angolare di ottone con una scanalatura di invito per la corda.
L'altra estremità di ogni corda è fissata ad un anello di metallo al quale è fissata una cordellina più sottile. Questa serve per tirare la corda principale e fissarsi poi alla parte esterna di ogni traversa.
Per evitare lo spostamento laterale del contenitore è opportuno dare volta anche ai bracci laterali della traversa.

Spero, con queste note, di riuscire ad aiutare qualche modellista a trasportare i propri modelli e, forse, a cimentarsi con la costruzione di modelli anche grandi visto che, tutto sommato, sono trasportabili abbastanza facilmente.
Buon lavoro e buon divertimento.
I contenitori sul tetto della Citroen C5 Nel Maggio 2009 la gloriosa Xantia ha passato il testimone ad una nuova Citroen C5. La scelta e' rimasta su questo tipo di vettura anche perché, grazie al sistema di sospensioni, l'auto si può abbassare di 5,5 cm durante le operazioni di carico e scarico.
I contenitori dal lato del Normandie I contenitori dal lato del Titanic I contenitori visti di tre quarti posteriore
Attacco posteriore L'unico inconveniente è stato che le comode canaline che erano sul tetto della Xantia sono state sostituite da due barre longitudinali.
Si è reso perciò necessario costruire degli attacchi che hanno consentito di riutilizzare le vecchie barre, contenendo al minimo lo sviluppo in altezza della struttura, e mantenere comunque la massima robustezza e sicurezza.
Attacco anteriore